3 Days in Berlin

Italian and English Version:

La capitale tedesca offre molto sotto tutti i punti di vista. Se il vostro viaggio dura soltanto pochi giorni è necessario fare un’accurata selezione.

 Se vi può essere utile però ecco il mio itinerario:

Berlino in 3 giorni 😀

Giorno 1: Sono arrivata all’ora di pranzo, e dopo aver mangiato ho iniziato il tour. Prima tappa: Potsdamer platz e il complesso di edifici del Sony center.

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Successivamente ho preso la metropolitana e sono scesa alla fermata della Porta di Brandeburgo, il monumento più famoso di Berlino, ed è conosciuto in tutto il mondo come simbolo della città stessa e della Germania.

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A pochi passi sorge il palazzo del Reichstag, la meta principale di quella sera. Inaugurato nel 1894, fu costruito come sede per le riunioni del parlamento del Reich tedesco (tornò poi  ad essere la sede ufficiale nel 1999). L’attuale parlamento tedesco si chiama Bundestag. Nell’uso odierno, il termine Reichstag si riferisce quindi principalmente all’edificio.

La visita della cupola è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione online almeno due giorni prima. (Ecco il sito dove poter verificare i giorni e gli orari:  http://www.bundestag.de/en/visittheBundestag).

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È possibile utilizzare un’audio guida che vi accompagnerà durante tutto il percorso. La registrazione parte in automatico e spiega come è stata costruita la cupola e tutte le sue curiosità; poi in alcuni punti vi dirà di fermarmi e osservare alcuni edifici importanti che si trovano nella zona. Sono salita di notte, il panorama era comunque molto bello ma è stato difficile distinguere ciò che vedevo all’esterno.

Vale davvero la pena visitare la cupola, è stata la cosa che più mi ha affascinata di Berlino. Costruita da Norman Foster, è un piacevole incontro tra la sua modernità e l’antichità del parlamento. Mi ha molto colpita il fatto che la sommità sia aperta, e serve per canalizzare l’aria diretta nella sala plenaria, perfettamente visibile. Per chi fosse interessato ad avere informazioni più tecniche dal punto di vista architettonico consiglio la lettura di questo articolo:  http://www.terzomagazine.com/blog/2017/3/24/palazzo-dei-reichstag-berlino.

Giorno 2: East Side Gallery, fermata Berlin Ostbanhof, mattinata dedicata ai resti del Muro di Berlino. Soffermandosi più o meno qualche minuto ad ogni graffito si impiegano circa un paio di ore come minimo. In alcuni punti è presente una recinzione che impedisce di avvicinarsi, in altri invece i graffiti sono stati rovinati da atti di vandalismo. Tra i più famosi possiamo ammirare “il bacio mortale” tra il capo dell’Unione Sovietica Breznev e il presidente della DDR Honecker. La scritta in alto, recita: “Signore! Aiutami a sopravvivere a questo amore letale”; poi La Trabant auto simbolo del regime comunista, che sfonda il muro (la targa evoca la data 9-11-1989).

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 Nella seconda parte della giornata ho scelta di vedere il Museo Ebraico. L’entrata costa 8 euro e si ha la possibilità di posare borse e cappotti gratuitamente. Attraverso immagini e reperti viene raccontata la storia del popolo ebreo, dalle origini fino ai giorni nostri, le tradizioni, il modo di vestire e professare la loro religione, ma soprattutto la guerra e il loro sterminio. Al piano terra è stato creato appositamente un percorso difficile fatto di salite e discese che rappresenta le sofferenze e le difficoltà che hanno incontrato nel loro cammino. Molto suggestiva è la stanza dei volti, una lunga stanza buia con una piccola finestra: 10 000 volti in acciaio punzonato sono distribuiti sul pavimento dello Spazio Vuoto della Memoria, l’unico spazio vuoto dell’edificio di Libeskind in cui è possibile entrare. Infatti i visitatori sono invitati a camminare sui volti e ad ascoltare il rumore prodotto dalle lastre di metallo che sbattono l’una contro l’altra. L’artista israeliano Menashe Kadishman ha dedicato la sua opera a tutte le vittime di guerra.

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Di seguito visita al Memoriale dell’Olocausto: 2711 stele di calcestruzzo, ognuna con un’altezza diversa, creano una specie di labirinto dove il gioco di luci e ombre, e il dislivello del pavimento sono stati fatti appositamente per far “perdere” il visitatore. L’ingresso è libero.

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Giorno 3: Un bel giro ad Alexander Platz uno dei luoghi più famosi, pieno di negozi dove poter dedicare qualche ora allo shopping. A piedi poi si può raggiungere la Torre della Televisione (Fernsehturm), il monumento più alto di della città, circa 368 metri, dove è possibile salire e ammirare un panorama mozzafiato.

Prima di tutto vorrei dirvi che è vietato salire con delle buste, infatti siamo stati costretti a posarle in alcuni armadietti elettronici a pagamento che sono a disposizione nella stazione della metropolitana che si trova a pochi metri dalla torre. Abbiamo pagato circa 4 euro per depositare le nostre cose 24 ore. Per questo motivo se vi trovate in zona dedicatevi allo shopping in un secondo momento.

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Per salire c’è da fare molta fila… anzi per essere precisi più di una: prima per entrare e passare dei piccoli controlli di sicurezza, poi un’altra per fare il biglietto che costa 14 euro a persona. Se invece desiderate mangiare al famoso ristorante sulla punta della torre, occorre acquistare un’ altra tipologia di biglietto.

Dopo purtroppo c’è ancora da attendere. Nel mio caso circa 2 ore e 30 prima di poter salire. La visita è accompagnata, si può andare solo a piccoli gruppi salendo con un ascensore che impiega solo 20 secondi 😱 ….

Ovviamente in queste due ore di attesa non si è costretti a rimanere all’interno dell’edificio ma si può uscire e ripresentarsi solo al momento della visita. C’è infatti una schermata dove viene continuamente aggiornato il numero dei ticket venduti e i tempi di attesa. Da lassù il panorama è veramente bello, peccato per le fotografie che non rendono molto a causa del vetro delle finestre che crea riflesso.

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 Lì in zona è possibile visitare la famosa chiesa Marienkirche, il duomo di Berlino, e il municipio Rathaus ….

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La sera, tornando, l’ultima tappa è stata Checkpoint Charlie, altro luogo simbolo della città, un ex posto di blocco tra il settore statunitense e quello sovietico.

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P.S. Se avete tempo e a seconda delle vostre preferenze vi consiglio di visitare la Philarmonie  famosissima sala di concerto, oppure il museo Neue Nationalgalerie  progettato da Ludwig Mies van der Rohe e inaugurato nel 1968.

English:

A trip in Berlin, but only few days….. What to visit? It’s a hard choice. It depends on your preference.

This is what i I did in 3 days:

Day 1: I arrived at lunch time, and after a break I started to visit the city. First stop: Potsdamer Platz and the Sony Center’s buildings. Then with the subway I reached the Brandeburg Gate at night.

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A few steps away rises the Reichstag building. It was built for the Diet of the German Empire, which was succeeded by the Reichstag of the Weimar Republic. In today’s usage, the German word Reichstag refers mainly to the building, while Bundestag (Federal Diet) refers to the institution.

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The roof terrace and dome of the Reichstag Building can be visited by members of the public. Admission is free but you have to do an online registration in advance. In the course of your visit you receive an audioguide that shares with you all the most important facts and informations about the building and its surroundings. (http://www.bundestag.de/en/visittheBundestag/dome/registration/245686 )

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Day 2 : East Side Gallery, Berlin Ostbanhof subway stop, a morning dedicated to this section of the Berlin Wall. There are more than 100 paintings, but some of them are damaged by vandalism or erosion. The most famous are: the kiss between the head of the Soviet union Breznev and the president of the DDR Honecker…” called “My God, Help me to survive  this deadly love”; then the Trabant car, a communist symbol, breaks the wall, with the date 9-11-1989 in the license plate.

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In the afternoon I visited the Jewish Museum. Ticket is 8 euros. In the permanent exhibition you can retrace the history and the cultural traditions of the Jewish people, but first of all their suffering during the Shoah. It’s suggestive the Installation Shalekhet – Fallen leaves, a dark room with a little window with 10 000 faces punched out of steel are distributed on the ground of the Memory Void, the only “voided”space of the Libeskind Building that can be entered. Visitors are invited to walk on the faces and listen to the sounds created by the metal sheets, as they clang against one another.

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Next stop was the Memorial to the Murdered Jews of Europe, located near the Brandeburg Gate. It’s a site covered by 2711 concrete slabs or “stelae”, organized in rows. The entrance is free.

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Day 3 : A shopping morning in Alexander Platz, one of the most famous place in Berlin. A few steps away you can reach the Television Tower, the tallest monument, about 368 metres.

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First of all: it’s forbidden to enter there with shopping bags, so I leaved them in the subway station, inside a public locker, only 4 euros for a day. In general you have to do different “lines”: first for the security control, then a new one to buy tickets. The basic one is 14 euros, and if you want to have lunch or dinner in the restaurant in the top you need to buy a special ticket.

But once you’ve got it, you have to wait more cause the entrance in the top is divided in small group, and it’s possible to see your turn in an electronic timetable. I waited about 2 hours and 30 minutes, and I spent this time to visit the famous church Marienkirche, the Rotes Rathaus, the home to the governing mayor and the government of the Federal state of Berlin, and the Berlin Cathedral.

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Then I came again inside the tower and my visit started. The elevator takes 20 second to reach the top. There the panorama is breath-taking, you can see all the city. It’s incredible!

Photos are not good cause the mirror reflects.

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At the end of the day I went to Checkpoint Charlie, the crossing point between East Berlin and West Berlin during the Cold War.

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P.S. If you have more time I recommend you to visit the Philarmonie, the concert hall, and the Neue Nationalgalerie (New National Gallery)  a museum for modern art in Berlin designed by Ludwig Mies van der Rohe and opened in 1968.

 

Foto in collaborazione con: Manuel Frediani

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